Lunedì, 08 Gennaio 2018 16:03

Un capodanno speciale

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L’ultima festa di Capodanno trascorsa in famiglia è stata nel 2004. Da allora sino ad oggi non ho più festeggiato l’arrivo del nuovo anno con i miei familiari.

Sicuramente questo è stato il Capodanno più bello della mia vita. Oltre ad essere il primo trascorso “fuori” dopo anni di carcerazione, la mia felicità è stata amplificata dalla possibilità di rivedere i miei genitori giunti apposta dall’Albania. Ma la sorpresa più grande è stata poter riabbracciare mia sorella e mia nipote che vivono ad Atene. Questi dieci giorni di permesso sono stati incredibili. Mia nipote l’avevo vista soltanto due volte da quando è nata, la prima aveva tre o quattro mesi, la seconda nell’agosto del 2014, quando è venuta a colloquio con mia sorella e mio cugino.

Dieci giornate, come quelle della maggior parte delle famiglie, tra pranzi, cene e stando insieme. Non avevo mai pattinato nella mia vita, e avevo tanta paura, ma mia nipote non ne ha voluto sapere ed è riuscita a trascinarmi sul ghiaccio. Anche se mi vergognavo ed erano più le volte che cadevo rispetto a quelle in cui mi muovevo ero contento. A ogni capitombolo mia nipote rideva, ed ero felice. Lei è molto brava a pattinare, muovendo con leggerezza, da sinistra a destra, le braccia e le mani ricorda un direttore d’orchestra oppure una ballerina classica che balla una sinfonia lenta e rilassante.

Che cosa posso dire, io non so come sia il Paradiso o come sia fatto, ma per me questi dieci giorni trascorsi in famiglia lo sono stati. Credo che la cosa più bella della vita sia stare insieme ai propri cari ed agli amici, con le persone che ami e che ti amano, non c’è ricchezza più grande di questa. Spero che ora sia giunto anche un nuovo Capodanno per me, in modo che questi attimi di felicità possano essere più frequenti, per vivere nuovamente sensazioni ed emozioni che per un lunghissimo tempo non ho più provato.

R. L.

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Emergenza o libertà  - Rivista n° 14 (Marzo 2020)

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