Mercoledì, 23 Gennaio 2019 17:06

Un abbraccio che dura un’eternità

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Di recente nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, ho svolto un corso molto interessante e utile, che approfondiva il tema della genitorialità in carcere e dell’affettività per i detenuti e le loro famiglie.

Anch’io, come la maggior parte dei miei compagni reclusi, in questi anni di carcerazione, ho avuto non pochi problemi al riguardo e il mio rapporto affettivo e genitoriale è stato a dir poco una catastrofe. Anche grazie a questo corso, parte del progetto Margini di coesione (ideato e realizzato dal Consorzio Sociale Abele Lavoro in collaborazione con la cooperativa Eta Beta) che mi ha aiutato a riflettere meglio sul mio ruolo di padre, permettendomi di mettermi nei panni di mia figlia, sono riuscito a trovare la parte più difficile e sofferta di me, quella di genitore.

Mi è capitato spesso e volentieri, in questi dodici anni di detenzione, di interrogarmi e a volte colpevolizzarmi su questo ruolo e, visto la moltitudine infinita di stenti e rinunce ai quali ho sottoposto mia figlia in quest’ultimo decennio, ho sempre avuto paura di non riuscire più a ricostruire il mio rapporto con lei. Invece, dopo tanti patimenti e altrettante frustrazioni, in una bella giornata di Sole e di libertà concessa e meritata, sfatando il mio pessimismo più subdolo, ho avuto l’infinito e indimenticabile piacere di ricevere un abbraccio da mia figlia.

Questo rimarrà nel mio cuore, e soprattutto nella mia mente, come la soddisfazione e la sensazione più grande ed emozionante che abbia mai provato in tutta la mia vita.

Certo sono consapevole che questo breve ma intensissimo abbraccio, non è sufficiente e non può bastare per definire “ricostituito” il mio rapporto con lei. Sono tanti gli errori che ho commesso nel tempo, ma sicuramente adesso posso dire che grazie a mia figlia e alla mia compagna che mi è stata vicina in tutto questo percorso, ho senza alcun dubbio riportato senso, serenità, amore, felicità e soprattutto equilibrio nella mia vita di tutti i giorni. Sono sicuro che la mia giovane donna sia contenta e felice almeno quanto me, se non di più, perché l’ho letto nei suoi dolcissimi e bellissimi occhi innocenti.

Finalmente ci siamo ritrovati e riabbracciati e il tuo strano e folle papà vuole dirti che questa volta è tornato per rimanerti per sempre vicino.

C. D. B.

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