Lunedì, 19 Dicembre 2022 16:56

Le due realtà: Libertà e Detenzione

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Foto di Marc-Olivier Jodoin su Unsplash  Foto di Marc-Olivier Jodoin su Unsplash 

Oggi, nel vivere quotidiano, rispetto al passato è mutato il modo di relazionarsi tra le persone. Nel contesto della prigione si vive una realtà non comune ai cittadini che vivono in libertà: la maggior parte dei detenuti, durante la carcerazione, che può essere di maggior o minor durata, si “istituzionalizzano”, possiamo dire che diventano robot che eseguono solo ordini.

Lo status di privazione della libertà in chi la vive comporta nel tempo molti disagi soprattutto a livello psichico, di conseguenza si innescano nelle persone una serie di meccanismi che possano proteggerle da non si sa che cosa, forse dai pericoli che possono incombere durante il percorso. La detenzione può avere dei risvolti positivi quando il sistema penitenziario produce cambiamenti attraverso attività rieducative. Quando l’area educativa in particolar modo riesce ad intraprendere una politica del fare, dell’agire, andando incontro alle problematiche che vengono di giorno in giorno segnalate dagli operatori, attivando servizi che variano dalla possibilità di lavorare o di intraprendere un percorso di studio, a quella di partecipare a corsi formativi e ad iniziative culturali.
Questi eventi producono molta partecipazione
in chi ovviamente è interessato a prenderne parte, alcuni riescono a conseguire ottimi risultati come l’ottenimento di diplomi e lauree, che permettono di accedere ai benefici previsti dalla legge e successivamente l’inizio di un programma lavorativo al di fuori delle mura del carcere.

Chi vi accede per concessione voluta dell’area trattamentale verrà poi valutato in una seconda fase dal Magistrato di Sorveglianza di competenza, che approverà oppure no il programma esteso dagli educatori.
Il
programma di trattamento prevede molte prescrizioni quali: gli orari di uscita e di rientro in istituto, di lavoro, i mezzi che si utilizzeranno per gli spostamenti, il tragitto di andata e di ritorno, le frequentazioni di ambienti e persone, il divieto di abusare di sostanze o di alcol, una nota positiva per quel che riguarda Torino è forse quella dell’utilizzo degli smartphone. In passato era vietato e per questo motivo molti detenuti in misura alternativa sono stati esclusi dal lavoro esterno proprio perché li utilizzavano. 
Presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” chi usufruisce della semilibertà “risiede”
presso il “reparto semilibertà”, una struttura a dove non esistono porte blindate, ma porte di legno normali. Anche qui il sovraffollamento è presente, con docce e servizi igienici in comune per tutti. La palazzina, che ospita anche l’ICAM, è suddivisa in tre piani e naturalmente si ha la possibilità di accedere ad uno spazio per l’aria dove ci si può dedicare all’esercizio di attività sportive. Certo gli orari non sono identici per tutti, ma tutto sommato si riesce a ritagliarsi del tempo per dedicarsi ad altre attività durante la permanenza in istituto.

Semilibertà e lavoro esterno rappresentano un assaggio di libertà che quando arriva, finalmente, ti sprona a recuperare il terreno perso. Ti guardi intorno e pensi solo di aver perso una bella fetta di tempo, le persone le vedi in un'altra maniera, ti rendi conto di essere rimasto ibernato per davvero, il troppo tempo trascorso dietro alle sbarre ha arrestato per così dire la voglia di vivere e di relazionarsi con il mondo. 
Proprio perché la
tua vita è cambiata cerchi di immedesimarti in una realtà altrettanto cambiata nel tempo, con fatica, e riesci a trovare un nuovo posto in essa solo con il trascorrere del tempo.
Certe abitudini dimenticate, come quella di andare semplicemente al bar a bere un caffè, di andare a vedere una partita di calcio allo stadio, di andare in edicola, di andare a pagare le tasse in posta e via dicendo,
tornano pian piano a diventare parte della tua quotidianità ed è bello!
Tempo fa mi chiesero di riflettere sul
“Vivere Questo Tempo”, ora cerco di vivere il tempo seppure a metà con la consapevolezza di stare in due realtà ben distinte fra loro, la libertà e la detenzione.  

Aver ricominciato a vivere la vita vera reale è qualcosa di fantastico e di inedito per chi dopo tanti anni ha vissuto la galera, per questo l’augurio è quello per i detenuti di raggiungere presto la libertà. 
La libertà
è molto importante per tutti, in un certo senso chi la perde ha potuto meglio capirne il vero valore. A volte solo toccando il fondo si comprende la strategia migliore per riemergere dall’abisso e poter fare meglio di prima. Tutte le buone opportunità nella vita che ci passano davanti non le possiamo, forse, quantificare, ma resta il fatto che bisogna saperle cogliere e gestire nel miglior modo possibile.
Probabilmente se capiamo bene la tempesta possiamo vivere al meglio la quiete

Redazione

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