Mercoledì, 18 Gennaio 2023 16:37

Addio non te lo dirò mai

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Foto di Eduardo Barrios su Unsplash  Foto di Eduardo Barrios su Unsplash

È una mattina qualsiasi di un dicembre qualsiasi, fredda, grigia e scialba. Sto entrando in sala colloqui, non aspettavo visite, mio fratello è venuto a trovarmi. Sono dentro ormai da anni, ed è da quando mi hanno arrestato che non lo vedo.

La saletta è semideserta, tagliata trasversalmente dalle lame di luce che la fendono entrando dai finestroni, luce pallida affaticata di un tardo mattino grigio, gravido di nubi, tinge le pareti, i corpi e i volti di malinconia, onirica e surreale, ma dentro non sto così, nel mio petto fanno a pugni il rancore e la frustrazione. Si contendono il mio animo con l’affetto che provo per lui e che ho dovuto reprimere fino ad oggi, lasciandolo al casellario con gli altri sentimenti. C’è anche qualcosa d’altro, un timore, la paura di essere giudicato, forse, perché sono io che ho sbagliato, sono io che ho disertato, sottraendomi alla vita, alle difficoltà di ogni giorno, l’ho lasciato solo ed è questo che tra tutte le cose mi spaventa di più, leggere il muto rimprovero della rassegnazione dentro il suo sguardo.
Siamo seduti uno di fronte all’altro, dice che voleva venire a trovarmi, sapere come stavo e io non so cosa rispondere, non so da dove cominciare a parlare; sto bene, gli dico “e tu che combini?”
Anche lui dice di stare bene ma non è vero, lo interrompo: “Sei magro, non stai bene, lo so, lo vedo.”
Lui si ritrae, non sa come rispondermi, non abbiamo neppure iniziato a parlare e lo sto già perdendo, per la seconda volta…

“Senti non voglio che ti preoccupi per me, qui non si sta poi così male, mangio, vado in palestra, le solite cose. Tu piuttosto, che hai fatto in questo tempo? Come te la passi fuori … Lo so che ultimamente le cose non andavano bene tra noi, non andavamo bene e basta, in generale, tutto era diventato un casino … Probabilmente nemmeno mi vedi più come tuo fratello, ormai, forse mi consideri uno sconosciuto, o peggio … Non posso darti torto se hai deciso di evitarmi e sento che alla fine se hai preso questa decisione è perché avevi bisogno di sentirti più sereno e vederci qui dentro ti avrebbe fatto solo soffrire … Ci pensi? Quando eravamo fuori, insieme, in giro per la città o a casa a guardarci qualcosa al computer, mi mancano quelle giornate … Eppure qualcosa ci ha divisi alla fine … sì lo so, come lo sai anche tu, non serve che mi guardi così … Quando si fa questa vita ci si ritrova soli, alla fine non importa quali difficoltà condividi né cosa si supera insieme, abbiamo condiviso tante cose, ma forse era giusto che andasse così, alla fine che titolo ho per pretendere di avere un fratello? Non ho saputo reagire, non ho saputo essere un modello per te, quando stavamo male insieme, ho fatto di tutto, ma quel tutto si è rivelato niente e io sono in galera e tu fuori e soffri ancora. Ti senti ancora più solo di prima, e io non ho avuto la forza di vincere, di difenderci dal male che ci facevamo e alla fine posso solo ringraziarti se dopo questo tempo sei venuto qui, se ancora pensi di potermi considerare la tua famiglia perché io non mi sento più di meritare di farne parte, a che serve un fratello che non sa aiutarti, che non c’è quando hai bisogno! Era questo il mio compito, forse anche soltanto quello di starti più vicino e ti ho deluso, per questo ho fallito. Vorrei soltanto che fosse chiaro che farei qualsiasi cosa per recuperare il nostro rapporto e tornare come quando eravamo bambini e dividevamo tutto.
Sono felice che tu sia qui perché forse significa che possiamo ricominciare.”

Redazione

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