Venerdì, 28 Gennaio 2022 14:38

L’evoluzione del Covid in carcere

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L'evoluzione del Covid in carcere - Photo by Nikiko on @pixabay L'evoluzione del Covid in carcere - Photo by Nikiko on @pixabay

Ci risiamo di nuovo, il Covid è inarrestabile, la nuova ondata di contagi ha nuovamente creato panico in tutto il mondo, tanto che si è dovuto ricorrere alla somministrazione della terza dose di vaccino.

Il carcere di Torino sta vivendo un periodo di grande complessità, affrontare l’emergenza della pandemia non è facile, soprattutto gestire oltre 1000 detenuti e tutto ciò che si scatena come effetto collaterale. I contagi sono tornati a crescere, aumentando così la probabilità di venire nuovamente rinchiusi in un reparto covid per la durata di 10 giorni.
Un intero piano di un padiglione dell’istituto di Torino è stato adibito nuovamente ad ospitare i malati di covid, qui troviamo i detenuti positivi, che dovranno sostare in quella sezione fino a guarigione.
In altri casi i detenuti sono in “quarantena” in apposite celle delle diverse sezioni. In tutti questi casi ovviamente non è possibile la partecipazione alle attività.
Durante questi giorni, la direzione del carcere ha nuovamente proposto la possibilità della terza dose di vaccino, allestendo come triage il teatro centrale dell’istituto, dove tutti i detenuti delle varie sezioni detentive che hanno ritenuto di fruire di questa possibilità hanno potuto recarsi.

Questa nuova ondata è stata probabilmente la più insidiosa visto il continuo mutamento del virus, le persone si sono contagiate molto più facilmente, i detenuti in carcere si sono ormai abituati a convivere con la pandemia, non c’è più una concreta paura di vivere il covid. Rispetto alle prime ondate, che sono state sicuramente più allarmanti, visto che non si sapeva contro cosa si stava combattendo, dove tutti i detenuti per precauzione dovevano rimanere chiusi nelle proprie celle, adesso qualcosa è cambiato dal punto di vista delle restrizioni.
Allo stato attuale non vi sono state delle chiusure totali, anzi, tutte le attività sia scolastiche, che sportive, che ricreative stanno continuando a funzionare, anche grazie al fatto di aver fatto la terza dose di vaccino.
Le persone in carcere non hanno più le paure presenti ad inizio pandemia, la preoccupazione maggiore allora era quella di non poter svolgere alcuna attività, limitandosi solamente ad oziare ognuno nelle proprie celle, oggi invece non è più così. Le persone possono interagire, svolgere qualsiasi attività, sempre osservando le regole di sicurezza e buon senso, usando le mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza.

Redazione

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