28/10/2017 - Siamo alla C.C. Lorusso e Cutugno, terza partita del campionato di serie C regionale della Federazione italiana Rugby, girone d’andata, calcio di inizio fissato alle 15:00. Sui volti dei ragazzi de La Drola si legge la tensione e l’adrenalina che scaturisce questa sfida. I Guerrieri hanno cinque punti nella classifica generale, grazie ad una vittoria a tavolino contro il Collegno e con questa partita si potrebbero rimettere in corsa, dopo un inizio difficile, tutto in salita.

Dopo due mesi di preparazione e l’amichevole della settimana scorsa, è arrivato il momento di  cominciare il campionato 2017-2018. Contro Chieri, una squadra che la Drola conosce bene.

Non vedevamo l’ora di giocare dopo quasi due mesi di preparazione per il campionato. Ieri (sabato 23 settembre) è stata una bella giornata per la Drola, nonostante il risultato finale.  Finalmente arriva il momento di scendere in campo in un’amichevole contro il CUS Savona, amichevole per modo di dire perché una volta iniziata la partita si fa sul serio.

In occasione dell’inizio della stagione 2017-18 de "La Drola Rugby" abbiamo raccolto le impressioni di Eduard, uno dei componenti più "vecchi" della squadra e del nuovo mister Mattia Basile.

A poche ore dall’addio alla Roma di Francesco Totti e alla finale di Champions League di Cardiff, il calcio diventa metafora di vita, dimostrando come anche i pronostici impossibili possono essere cambiati, non solo sul rettangolo di gioco.

In occasione di Doc in Tour 2017. Documentari in Emilia Romagna, una serie di proiezioni del documentario “La prima meta”. Il racconto di inclusione multietnica e dell’esperienza di vita carceraria della squadra di rugby “Giallo Dozza” del carcere di Bologna.

Non sono mai stato uno sportivo; datemi un libro, anche un pesante mattone di mille pagine, fatemi vedere un film, anche di tre ore muto in bianco e nero, ma non parlatemi di sport. Ho sempre guardato gli atleti stremati dalla fatica chiedendomi chi glielo faccia fare e ho sempre condiviso il pensiero di Andreotti che diceva che tutti i suoi amici che avevano praticato sport erano morti, a differenza sua. Insomma lo sport è sempre stato per me come l’aglio per un vampiro.

Non essere un appassionato di calcio ti toglie, soprattutto durante la stagione di serie A e le coppe europee, molti argomenti di conversazione. Io, che in fondo sono un po’ misantropo, ero ben felice, quando ero fuori, di essere escluso dai discorsi sul miglior calciatore o sul fallo di gioco meritevole o no di essere punito con un rigore.

Nata nel 1983, nella sua lunga storia agonistica, la competizione Vivicittà ha percorso migliaia e migliaia di chilometri. Qualcuno nel parlarne la definisce “la corsa più grande del mondo”.

Probabilmente il Giro d’Italia non sarà una competizione sportiva che appassiona tutti i follower di Letter@21 ... ed è anche comprensibile che sia così!

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