Non andavo al cinema da oltre 7 anni, da quando in un piccolo cinema di Savona ho visto il bellissimo “Il profeta”. A essere preciso al cinema sono ritornato nel novembre 2016 per partecipare, come giurato e redattore di Letter@21 a un concorso di cortometraggi, ma era la prima volta che uscivo dal carcere dopo anni (6 anni, 5 mesi e 22 giorni per la precisione) ed ero decisamente confuso e inoltre quelli visti non erano film.

Se la/le visioni possono essere conoscenza, la proiezione di “Recidiva zero” e il successivo dibattito di lunedì 11 settembre presso la Casa Circondariale di Torino “Lorusso e Cutugno”, hanno dimostrato ancora di più, se mai ce ne fosse bisogno, come la recidiva possa essere diminuita solo attraverso opportunità trattamentali che contemplino formazione e lavoro.

LiberAzioni è il primo festival nazionale di cinema, fotografia e scrittura, con sezioni di concorso aperte a detenute, detenuti, ragazze e ragazzi liberi sotto i 35 anni. Si basa sull’organizzazione partecipata, attraverso una serie di laboratori che da maggio a dicembre hanno portato azioni di cittadinanza attiva sul territorio de Le Vallette. I temi che affronta sono la reclusione, la pena, la libertà e la relazione dentro/fuori.

In occasione di Doc in Tour 2017. Documentari in Emilia Romagna, una serie di proiezioni del documentario “La prima meta”. Il racconto di inclusione multietnica e dell’esperienza di vita carceraria della squadra di rugby “Giallo Dozza” del carcere di Bologna.

Lunedì 11 aprile 2017 doppia proiezione: ore 20.30 e 22:30 al Cinema Massimo - Sala 2 di Torino. Un “documentario d’osservazione” dove il “fuori fuoco” delle riprese, avvolge e racconta 365 giorni trascorsi insieme ad un gruppo di “sex offenders” e all’equipe dell’Unità di Trattamento intensificato del CIPM del carcere di Bollate.

“Fine pena mai,  per riflettere  sull’ergastolo ostativo. L’occasione è la proiezione del docu film "Spes contra spem - Liberi dentro", venerdì 10 marzo a Torino, organizzata dall'Ufficio del Garante delle persone detenute della Regione Piemonte - in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino.

Un libro, uno spettacolo teatrale, un film (o meglio un “docufilm”, come si usa dire): questo il frutto di un progetto molto interessante che è stato portato avanti per due anni nel carcere Dozza di Bologna: il progetto dal titolo “ diritti, doveri, solidarietà” aveva lo scopo principale di far conoscere ai detenuti di cultura islamica la Costituzione italiana, come mezzo per spiegare valori come l’ uguaglianza dei cittadini, la laicità dello Stato che spesso sono in contrasto con la più ortodossa interpretazione islamica. Un modo concreto per dialogare fra culture diverse, in un mondo, quello del carcere, che è ritenuto uno dei luoghi principali della radicalizzazione islamica in Italia.

Migliaia di anni fa gli uomini erano cacciatori e raccoglitori. Tra le diverse teorie sull’origine dell’umanità, quella dominante, individua l’Africa come terra d’origine dei primi ominidi. In perenne movimento alla ricerca di cibo, sempre in avanti, senza tornare indietro, senza barriere, confini e filo spinato a rallentarne il cammino. Un peregrinare che ricorda quello quotidiano di migliaia di persone che “si mettono”, costretti, in viaggio per motivi economici, politici e per scappare dalle guerre, in cerca di una vita migliore.

A una settimana dalla partecipazione fisica alla premiazione del Concorso e dalla visione sullo schermo cinematografico dei cortometraggi, possiamo dire di essere stati molto felici che le valutazioni della nostra giuria siano state apprezzate e ci ha piacevolmente colpiti il calore con il quale siamo stati accolti tale da non farci sentire diversi e distanti. Grazie!

Sono soli pochi minuti, scanditi per immagini e parole, quelli che raccontano le “storie di galera” protagoniste dei video della quinta edizione di Lavori incorto, in programma dal 4 al 7 novembre 2016 in varie location torinesi. Istanti e fotogrammi che raccontano storie di persone che non sono così lontane da noi, come si potrebbe credere, e che “ci costringono a non chiudere gli occhi”, come dichiara la Coordinatrice del Concorso Valentina D’Amelio. Gli occhi di chi non smette di pensare a un futuro “oltre il muro”, come quelli della redazione interna di Letter@21, di cui una rappresentanza sarà presente alla serata finale di premiazione.

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