07 Dicembre 2017

Riassunto emotivo di “sette anni di cattività”

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Che serata, quella del 14 novembre 2017! “Cù sa scurda cchiù!. Una telefonata proveniente dal Penitenziario “Lorusso & Cotugno” ad un orario un po’ insolito: poco prima di fare rientro in istituto come previsto dal regime di semilibertà, ha fatto concretizzare il “superamento degli schemi poetici del passato”, con tanto di ritorno a casa.

Da queste parti, accade sempre così: la comunicazione che non ti aspetti, ti rivoluziona la vita e nell’ipotecare un capitolo della tua esistenza, rimanda la mente ai momenti vissuti “dentro e fuori”.
“Come poterli dimenticare!”
Sono stati anni intensi, creativi, a tratti nostalgici, a volte frenetici, forse anche un po’ romantici, conditi da un leggero calore meridionale che, anche in “condizioni climatiche estreme”, ha saputo mantenere vivo l’affetto con tutti i “protagonisti” della “saga G.” (Gioacchino).
Un insieme di emozioni istantanee che come delle polaroid, nel ripescare da mente e cuore i ricordi, in una manciata di secondi, proiettano gli occhi al futuro.
È vero! Non si vive di rendita, ne di ricordi, ma è altrettanto vero che dopo aver vissuto un’esperienza così ricca non si può non entrare nel vortice della positività, pensando serenamente alla bellezza di una quotidianità tutta nuova da scoprire.

G.M.

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