Venerdì, 29 Settembre 2017 11:08

Alba: Vale la pena 2017, il "bello del carcere"

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Si riparte con Vale la pena 2017, da Alba il 1° ottobre. Giunta alla settima edizione, la kermesse è dedicata quest’anno all’economia penitenziaria. Esposizioni, mostre, momenti di riflessione, approfondimenti sulle tematiche carcerarie e l’immancabile presentazione del vino prodotto con l’uva coltivata nella Casa Circondariale di Alba, da cui la manifestazione prende il nome, saranno il cuore della manifestazione.

La rassegna di cibi, oggetti artigianali, abiti e accessori prodotti all’interno delle carceri con progetti finalizzati al reinserimento delle persone detenute, prende avvio la prima domenica del mese di ottobre in piazza Elvio Pertinace, dove il Mercato della Terrà ospita “Produzioni Ristrette”, dalle ore 9:00 alle 18:00.
È previsto un intenso programma di iniziative su carcere e dintorni che continuerà anche dopo il 1° ottobre, sino a dicembre, il cui sguardo si focalizzerà con particolare interesse sul tema del lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari.
Vale la pena è un evento importante per la Casa Circondariale di Alba, in particolare per la presentazione del vino prodotto all’interno dell’istituto. La coltivazione dell’uva Barbera e di qualche pianta di moscato e dolcetto è nata nel 2006. Attualmente le persone detenute impegnate nel vigneto sono otto, ma per il 2018 è in programma un corso di formazione di altre persone da inserire nel progetto. L’Istituto Enologico Umberto I di Alba provvede alla vinificazione, imbottigliamento ed etichettatura stimando una produzione annua di 1.400 bottiglie. Mentre per quel che riguarda il processo di coltivazione del vigneto e la raccolta è curata dall’agronomo Giovanni Bertello, impegnato da anni con i progetti agricoli del penitenziario di Alba.
Nella giornata di domenica saranno presentati anche altri prodotti di eccellenza realizzati nelle carceri italiane, un’occasione per sensibilizzare cittadini e opinione pubblica su come un maggiore impiego delle persone detenute nel mondo del lavoro, significhi investire in dignità, legalità e sicurezza, come sottolinea Alessandro Prandi, Garante comunale albese dei detenuti: “Su dieci persone che entrano nelle prigioni italiane, sette ci torneranno; si tratta di una delle recidive più alte in Europa. Il rapporto si inverte se durante la carcerazione hai potuto seguire un percorso finalizzato ad acquisire o ampliare competenze in ambito lavorativo. E’ nostra intenzione sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni locali e il tessuto imprenditoriale del territorio sulle opportunità normative, fiscali e di crescita sociale che questo investimento potrebbe comportare”.

www.comune.alba.cn.it

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